About Pulpa

Pulpa è Arte , Popolare , Pulsante , Passione

Pulpa Festival è un progetto di arte urbana contemporanea che si sviluppa nello spazio pubblico, in relazione diretta con i contesti urbani e le comunità che li abitano.

Si configura come un’iniziativa a vocazione popolare che opera attraverso interventi artistici e programmi culturali accessibili, con l’obiettivo di attivare processi di partecipazione e di riappropriazione dello spazio. L’azione del festival si costruisce nella prossimità: nelle strade, negli spazi della quotidianità, nei luoghi vissuti dalle persone.

Al centro del progetto vi è la ricerca nell’ambito della street art e delle pratiche di arte urbana contemporanea, intese come strumenti capaci di incidere sul paesaggio e sulle dinamiche sociali, generando nuove forme di relazione tra arte, territorio e comunità.

Pulpa Festival nasce nel 2020 dalla collaborazione tra Spazio 010  — di Enrico Peca e Martina Montemagno — e l’artista internazionale Raul.

Il progetto si radica all’interno dell’esperienza dello studio creativo Spazio 010, inteso come luogo di produzione culturale e crocevia di artisti, workshop e pratiche interdisciplinari tra comunicazione visiva, arte, musica e design.

2021 - 2023

La prima edizione si svolge nel 2021 a Montesilvano, coinvolgendo artisti locali e nazionali e avviando un primo dialogo tra produzione artistica e comunità.

Nel 2022 il festival registra una significativa espansione, con un ampliamento del numero di artisti, partner e pubblico, consolidando la propria presenza sul territorio.

Nel 2023 il progetto avvia una prima apertura internazionale, attraverso una selezione artistica che coinvolge autori provenienti da diversi contesti geografici, ampliando il raggio di azione e il dialogo tra pratiche e linguaggi.

2024

Nel 2024 il festival consolida la propria struttura con due edizioni distinte: una a Montesilvano, presso Palazzo Baldoni, e una a Roma, in corrispondenza del Centro Commerciale I Granai, dove l’intervento si sviluppa sui piloni esterni della struttura. In questo contesto, dieci artisti operano simultaneamente, costruendo un intervento corale che mette in relazione spazio architettonico e produzione artistica.

2025

Nel 2025 il progetto raggiunge una fase di maggiore complessità operativa con l’intervento sui palazzi di edilizia residenziale pubblica di Via Rimini a Montesilvano, dove la scala degli interventi e il coinvolgimento del territorio assumono una dimensione strutturata e continuativa. Nello stesso anno viene introdotto un nuovo formato espositivo, Pulpa Street Art Gallery, che trasferisce la pratica artistica in uno spazio chiuso, portando gli artisti a lavorare su tela e ampliando il campo di ricerca oltre il contesto urbano.

2026

Nel 2026 Pulpa avvia una nuova fase di sviluppo internazionale con il progetto “Connessioni Urbane”, dedicato alla mobilità degli artisti italiani e agli scambi culturali extraeuropei. La prima collaborazione ha coinvolto il Brasile, con il Concreto Festival e le città di Fortaleza e San Paolo, portando l’artista Edoardo Ettorre all’estero e ospitando successivamente Alex Senna a Vasto per la realizzazione di un murale presso il Liceo Pantini-Pudente. Il percorso proseguirà il 4, 5 e 6 settembre 2026 a Mottafollone, in Calabria, con il format del Pulpa Festival e la partecipazione di nove artisti internazionali.

2021 - 2023

La prima edizione si svolge nel 2021 a Montesilvano, coinvolgendo artisti locali e nazionali e avviando un primo dialogo tra produzione artistica e comunità. Nel 2022 il festival registra una significativa espansione, con un ampliamento del numero di artisti, partner e pubblico, consolidando la propria presenza sul territorio.

Nel 2023 il progetto avvia una prima apertura internazionale, attraverso una selezione artistica che coinvolge autori provenienti da diversi contesti geografici, ampliando il raggio di azione e il dialogo tra pratiche e linguaggi.

2024

Nel 2024 il festival consolida la propria struttura con due edizioni distinte: una a Montesilvano, presso Palazzo Baldoni, e una a Roma, in corrispondenza del Centro Commerciale I Granai, dove l’intervento si sviluppa sui piloni esterni della struttura. In questo contesto, dieci artisti operano simultaneamente, costruendo un intervento corale che mette in relazione spazio architettonico e produzione artistica.

2025

Nel 2025 il progetto raggiunge una fase di maggiore complessità operativa con l’intervento sui palazzi di edilizia residenziale pubblica di Via Rimini a Montesilvano, dove la scala degli interventi e il coinvolgimento del territorio assumono una dimensione strutturata e continuativa. Nello stesso anno viene introdotto un nuovo formato espositivo, Pulpa Street Art Gallery, che trasferisce la pratica artistica in uno spazio chiuso, portando gli artisti a lavorare su tela e ampliando il campo di ricerca oltre il contesto urbano.

2026

Nel 2026 il progetto entra in una fase di sviluppo internazionale, attivando collaborazioni e connessioni urbane in diversi contesti. In particolare, Pulpa avvia un dialogo con il Concreto Festival e con istituzioni locali a Fortaleza e San Paolo, contribuendo alla costruzione di relazioni internazionali e alla mobilità degli artisti italiani in ambito extraeuropeo.

Pulpa Festival si configura oggi come una piattaforma curatoriale in evoluzione, capace di operare tra scala locale e internazionale, connettendo produzione artistica, spazio pubblico e processi culturali contemporanei.

Pulpa Matica

Ad oggi, Pulpa Festival ha contribuito alla realizzazione di oltre 4.300 m² di superfici dipinte, equivalenti a circa 16 campi da tennis, trasformando lo spazio pubblico in un patrimonio diffuso di arte urbana.

Il progetto ha coinvolto oltre 70 artisti provenienti da più di 15 Paesi e da oltre 12 regioni italiane, dando vita a una rete internazionale in costante crescita.

Attraverso interventi murali, eventi, attività partecipative e programmi espositivi, Pulpa Festival continua a svilupparsi come una piattaforma culturale capace di connettere artisti, comunità e territori, promuovendo l’arte urbana come linguaggio contemporaneo, strumento di rigenerazione e occasione di dialogo tra realtà locali e scena internazionale.

“Dove tutti vedono un muro,
noi vediamo una tela bianca“