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Nome d’arte di Stefano Biagiotti, nasce a Roma nel 1977, la passione e la propensione per il disegno lo portano già adolescente a lasciare il suo tag in strada. Dopo aver frequentato il liceo artistico, si diploma in pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma, e passa dal Writing alla Street Art, trasferendo frammenti d’arte sia sui manifesti che direttamente sui muri della città. La pittura simbolista di fine ‘800 è tuttora fonte di ispirazione per il suo lavoro, nel quale alterna stencil, spray, pennello, marker, penna Bic, matita, inchiostro giapponese e black ivory.

I soggetti ricorrenti nelle sue opere sono le lettere, le figure femminili, i tatuaggi, la grafia raffinata e naturalmente il diamante, del quale prende il nome per una sua propensione caratteriale ed artistica all’essere multisfaccettato.

L’artista ricerca una tipologia antropologica che possa riflettersi nella quotidianità, l’Identikit, come lui stesso l’ha definita: i caratteri chiave dei personaggi che si incontrano in luoghi e situazioni diversissime nella realtà di tutti i giorni. L’intenzione dell’artista non è solo rintracciare caratteri comuni, ma tracciarli all’interno di una Quotidianità. Diamond ama narrare il nostro mondo, senza mai fossilizzarsi su una singola emozione, ma cercando di narrarle tutte, con un occhio di riguardo proprio per quelle che vorrebbero restare nell’ombra.

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Natura Artis Magistra

Pulpa Festival Vol.1_2021

L’opera murale di Diamond è un inno alla Natura, qui intesa come origine di ispirazione per l’attività creativa dell’uomo. La peculiare chiave stilistica dell’artista romano è quella dell’Art Nouveau che, seppur attualizzata con la tecnica dello spray painting, viene perpetuata e celebrata con l’utilizzo dei colori e dei tratti tipici dell’epoca. Spazio quindi a motivi ornamentali, decorativi e floreali, con rose che volteggiano vorticosamente sulla parete; incorniciando ed abbracciando, al centro della composizione, una dama misteriosa dalla bellezza eterea. La cui spiritualità trascende i canoni meramente estetici, per scivolare nella dimensione metafisica della Natura. Che sembra essere desiderata e percepita dalla nostra suadente figura femminile, colta nell’attimo di un’estasi contemplativa.

Tuttavia notiamo che questo quadro, così idilliaco, è stagliato su di uno sfondo nero. Dello stesso nero nel quale è avvolto il murale affiancato a quello di Diamond. E che vede protagonista, anch’esso, un personaggio femminile che si commuove ammirando una rosa.

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