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Pittore, street artist e scenografo per il cinema, Solo si avvicina all’universo dei graffiti negli anni 90, per formarsi poi all’Accademia di Belle Arti di Roma dove studia pittura.

Influenzato dalla Pop Art e spinto dal desiderio di condividere le proprie opere con il pubblico, Solo decide di traslare sui muri di periferia, da Roma a Rio de Janeiro e Los Angeles, i suoi personaggi, ispirati al mondo del fumetto, supereroi che affrontano le difficoltà della vita senza uscirne necessariamente vincitori, ma proprio per questo diventando esempi di resilienza per chiunque soffermi su di loro lo sguardo.

Le sue opere su tela sono esposte in gallerie internazionali a Parigi, Praga, Berlino, Miami e Londra. Ha, inoltre, all’attivo diverse collaborazioni con marchi internazionali e ha preso parte ad alcune aste di beneficenza.

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Kiss from a rose

Pulpa Festival Vol.1_2021

Il lavoro di SOLO raffigura un iconico personaggio della saga di Batman, Poison Ivy. Si tratta di un’antieroina con un innato, profondo, viscerale amore per la natura, di cui è regina e padrona indiscussa. La vediamo qui rappresentata in un momento di intima commozione, intenta a celebrare la bellezza e la perfezione di una rosa.

Si tratta di condividere la sua tensione ideale alla salvaguardia dell’ambiente, che si esprime osteggiando chiunque cerchi di minarne gli equilibri, con l’utilizzo di armi decisamente poco convenzionali e mutuate da quelli che sono i meccanismi di autodifesa del mondo naturale.

Poison Ivy, dalla natura, eredita anche la delicatezza e l’avvenenza; peculiarità che nel nostro muro spiccano sullo sfondo nero, quasi a voler proporre un modello di bellezza alternativo a quello rappresentato nell’opera adiacente, realizzata da Diamond e avvolta dal medesimo colore acromatico. La nostra supercriminale, infatti, ha la pelle verde e i capelli fucsia, ma il suo fascino è del tutto equiparabile a quello della vicina fanciulla, ritratta in stile Art Nouveau.

Osservate con attenzione altri due elementi: la rosa decantata da Poison Ivy e la lacrima che solca il suo viso. Ove vi sono rose, sappiamo essere presenti anche spine. Le vediamo nella porzione inferiore del muro. E le spine posso provocare ferite, fintanto da indurre una lacrima di dolore; la stessa goccia che ritroviamo lì affianco, sull’opera di Diamond.

Cosa ci vogliono comunicare, dunque, i due street artists romani? Che anche laddove è la smisurata bellezza, si può celare un’esorbitante fragilità? D’altro canto, non è forse questa la natura della Natura?

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